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come il medico! Ecco l'infermiere di famiglia

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AOSTA. Il servizio infermieristico entra nelle famiglie. Il progetto, finanziato con 65 mila euro dall'Azienda Sanitaria Locale, si realizzerà, entro l'estate, con una sperimentazione di 6 mesi in un Distretto sanitario di prossima individuazione.

«Se i risultati saranno allineati alle nostre aspettative diventerà una realtà consolidata sul territorio regionale». Stefania Riccardi (foto), direttore generale dell'Usl, richiama l'attenzione sull'obiettivo di questa innovazione sanitaria, approvata dalla giunta nell'ambito del piano socio-sanitario. «Interpretare le necessità delle persone - dice la dirigente - instaurando le basi di una adeguata educazione sanitaria, della prevenzione, dell'indirizzamento ai servizi, privilegiando il coordinamento con l'assistenza sanitaria. La ragione di questo importante insieme mira ad evitare ricoveri ospedalieri inutili». A questi nuovi "volti" in famiglia è delegato anche il compito di studiare con il paziente le motivazioni dell'insorgere di un evento clinico. Una promozione della salute in tutte le sue possibili angolature.

Questo nuovo modello di assistenza esalta la persona, i suoi famigliari e la comunità, considerandoli integrati nella rete relazionale. La medicina territoriale diventa una delle "colonne portanti" del sistema, elaborata per prendersi in carico la cronicità e problemi sanitari di carattere infermieristico. Di più. Gli infermieri di famiglia agevoleranno le dimissioni precoci dall'ospedale, assicurando l'assistenza nelle singole abitazioni. «Il loro operato - riprende il direttore Usl - interagirà con i medici di base e verrà svolto nell'ambito della prevenzione rispetto ai fattori di rischio per la salute. Si articolerà, poi, nell'assistenza diretta in caso di malattia. Parliamo di un nuovo approccio con la persona in uno stato precario di salute, ma anche con cittadini sani. Con questi ultimi - continua Stefania Riccardi - l'infermiere si preoccuperà di fornire loro strumenti adeguati per un corretto stile di vita, presupposto essenziale per mantenere una buona forma fisica».
Il rapporto della rivista di settore "Osserva Salute", nell'edizione del mese scorso, classifica i servizi socio-sanitari della Valle d'Aosta fra i primi in ambito nazionale. Con l'assistenza infermieristica a domicilio l'Usl offre un altro esempio di efficienza, sottolineando la sua attitudine ad essere presente sul territorio.
La realizzazione del progetto potrà avvalersi di professionisti specializzati, alcuni dei quali in possesso di Master. «Valorizziamo le nostre professionalità per garantire validi supporti ai cittadini e alle famiglie», dice la dirigente dell'azienda sanitaria. Questo infermiere gestirà il suo ruolo in sintonia con le assistenti sociali, l'équipe domiciliare e le Comunità montane per capire le esigenze del territorio.
Al termine del semestre sperimentale verrà redatta una relazione che sarà divulgata in ambito regionale e non solo.


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Questa è la risposta a chi si lamenta sempre.
Ci sto pensando all'ambulatorio,mi sto informando, mi spaventa solo la burocrazia di carte,richieste etc etc.
Ma è un vero passo avanti,se ne parlava già da tempo.

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Finalmente una bella notizia che aspettavamo da un po'.Tale innovazione portera'ad un miglioramento della qualita'dell'attuale sanita',speriamo si estenda presto ad altre realta'territoriali.Un'esperienza che a dire il vero mi piacerebbe fare.

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fantastico un'evoluzione che non mi aspettavo! apre a possibili interessantissimi scenari dal punto di vista professionale e anche per quanto concerne la nostra visibilita' nel sociale come professionisti non piu "galoppinidelmedicoditurno" Wink

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Esatto, per intenderci!
Siamo non un passo avanti,ma qualcuno in più,finalmente la risposta a certi colleghi che ci screditavano sempre.
Le cose, i cambiamenti si fanno pian piano.

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