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Corriere della Sera La storia Giorgio Celsi, in corsia alla clinica Zucchi di Mo

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Corriere della Sera
La storia Giorgio Celsi, in corsia alla clinica Zucchi di Monza, aveva sfilato a Torino davanti all' ospedale Sant' Anna


Infermiere in corteo contro l' aborto Finisce sotto inchiesta disciplinare
L' Ordine: offeso decoro e immagine della professione

Sotto inchiesta disciplinare per avere manifestato contro l' aborto. Camice bianco, volantini pro life in mano, alle spalle una croce con finti feti. Sceso in corteo contro la pillola abortiva Ru 486, Giorgio Celsi, 48 anni, un lavoro agli Istituti clinici Zucchi di Monza, ha mandato su tutte le furie il Collegio degli infermieri di Milano e Lodi (Ipasvi). Il motivo? «È stato offeso il decoro, la dignità e l' immagine della professione infermieristica». La contestazione gli è arrivata per raccomandata dal presidente dell' Ipasvi, Giovanni Muttillo, infastidito soprattutto dall' (ab)uso della divisa: «La invito ad astenersi in futuro da comportamenti di questo tipo, ben distinguendo, anche nei mezzi e nelle modalità, la sfera della libertà d' opinione e di iniziativa politica da quella della professione infermieristica - si legge nella lettera firmata da Muttillo -. In difetto non mancheremo di avviare un formale procedimento disciplinare». Nel mirino è finita la manifestazione del 5 settembre davanti al Sant' Anna di Torino. È l' ospedale in cui lavora il ginecologo Silvio Viale, considerato il pioniere in Italia della pillola abortiva Ru 486. Il sit-in era organizzato dall' associazione pro vita Ora et labora , di cui Giorgio Celsi è volontario. I toni sono duri, le frasi pesanti come il piombo: «Sono qui per testimoniare contro il grave delitto dell' aborto, anche quello chimico della Ru 486 - dice Celsi ai microfoni delle tv che lo intervistano -. La 194 è una legge iniqua che prevede l' eliminazione di bambini dal grembo materno. Cittadini che non abbiamo più». Ma è soprattutto l' abbinata camice bianco/croce con finti feti a fare arrabbiare Muttillo tanto da spingerlo a parlare di offesa al decoro della professione. Non ci sta l' avvocato Pietro Guerini, legale di Celsi e portavoce nazionale dell' associazione no194 ( www.no194.org ): «L' azione contro il mio assistito è strumentale - denuncia il legale -. Celsi da anni è un attivista antiabortista, ma oggi viene attaccato soprattutto per la sua adesione alla nostra organizzazione finalizzata all' abrogazione per via referendaria della legge sull' aborto». Indipendentemente dall' (ab)uso della divisa, la storia - ripresa nei giorni scorsi anche dal settimanale locale Il Giornale di Carate - invita a riflettere. Fino a che punto è giusto spingersi nelle manifestazioni contro l' aborto? D' altro canto, l' articolo 21 della Costituzione sancisce: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Nella sua lettera il presidente dell' Ipasvi di Milano, Giovanni Muttillo, già candidato alle Europee 2009 per l' Italia dei valori, assicura: «L' Ipasvi non intende sindacare le opinioni personali soprattutto in merito a un tema così delicato ed eticamente rilevante come l' interruzione di gravidanza». Nella stessa raccomandata, però, si minaccia il ricorso a un procedimento disciplinare contro Celsi. «Un cittadino dev' essere libero di esprimere liberamente le proprie opinioni», incalza allora l' avvocato Guerini. Ma ci devono essere limiti, magari di buon gusto, da rispettare? Simona Ravizza sravizza@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** La scheda L' Ordine Il Collegio degli infermieri (Ipasvi) è l' Ordine professionale di categoria. Quello di Milano e Lodi è guidato da Giovanni Muttillo (nella foto) Il richiamo L' Ipasvi minaccia un procedimento disciplinare contro Giorgio Celsi per avere partecipato con il camice bianco da infermiere a una manifestazione contro l' aborto **** La 27ª ora Commenta su corriere.it

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