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Trasferiti da Campi a Lecce sei infermieri si ammalano

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Trasferiti da Campi a Lecce sei infermieri si ammalano

LECCE - Chiude il Pronto soccorso di Campi, ma dei 6 infermieri assegnati al Pronto soccorso del “Vito Fazzi” lunedì scorso, neppure l’ombra. Alla direzione generale della Asl sono pervenuti soltanto 6 certificati medici che attestano l’impossibilità di raggiungere la nuova destinazione perchè «ammalati». Tutti e sei insieme.

Una «singolarità» che non può lasciare indifferenti. Non tanto il primario della struttura di emergenza del “Vito Fazzi”, Silvano Fracella, il quale è ancora all’oscuro dei motivi per cui da cinque giorni, da lunedì 18 luglio, non ha notizie del personale che gli è stato assegnato. Ma soprattutto il direttore sanitario della Asl, Franco Sanapo, che alla vista dei certificati medici ha allargato le braccia e si è dichiarato impotente, di fronte al precario stato di salute degli infermieri di Campi e alle sfortunate «coincidenze» che continuano ad abbattersi sul Pronto soccorso del “Vito Fazzi”, dove gli infermieri mancano come il pane in tavola.

Dopo la «bagarre» delle scorse settimane, sollevata dal primario Fracella anche sugli organi di informazione, finalmente la direzione della Asl aveva deciso di chiudere Campi e di assegnare al Pronto soccorso di Lecce 5 medici, 6 infermieri e 3 Ota (operatori tecnici).

I 6 infermieri non si sono presentati e i 5 medici risultano a mezzo servizio.

«Dei medici, uno sarà presente da metà settembre perchè è in fase post parto», spiega Fracella, «Un altro lavorerà ad orario ridotto (solo 4,20 ore) fino al 15 agosto. Il terzo è esentato nei turni notturni e solo 2 sono a tempo pieno. Uno di questi è in ferie fino al 31 luglio. Ma non mi lamento, l’importante è che prendano servizio».

Altro che rinforzi da Campi da lunedì 18 luglio. Chi pensava che le tribolazioni per il personale del “Vito Fazzi” sarebbero finite, è rimasto gabbato.

Ma cosa prevedono i contratti e le norme in vigore?

«All’unità di emergenza-urgenza del “Vito Fazzi” sono stati assegnati 35 infermieri e 17 fra Ota e Os (personale tecnico e parasanitario)», dichiara Franco Sanapo e aggiunge, «Personale che c’è, perchè noi paghiamo 35 stipendi. Un modello concordato con le organizzazioni sindacali. Quindi noi le risorse le abbiamo assegnate. Se poi uno gode della legge 104 e un altro si dà ammalato, le risorse si assottigliano».

«In realtà le cose non stanno proprio così», spiega il primario Fracella, da sempre sulla linea del fronte, «Noi siamo 35 solo sulla carta. Prima il personale veniva sostituito, adesso invece c’è il blocco del turn over. Per cui oggi ho personale in malattia lunga da un anno e mezzo e gravidanze non sostituite. Ho 14 medici e dovremmo essere in 15, perchè una è andata via da metà febbraio e non è stata sostituita. Gli infermieri non sono 17 ma 14. Gli infermieri che aspetto da Campi sono generici e in odore di pensione. Qui occorrono forze giovani. Quindi, si potrebbe pensare di assegnare questi più anziani nei reparti meno turbolenti. E così potremo recuperare infermieri giovani».

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