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Federalismo sanitario, Sergio Dompé: "È un'opportunità, non c'è rischio balcanizzazione"

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Federalismo sanitario,Sergio Dompé: "È un'opportunità,non c'è rischio balcanizzazione"

“In questi anni molto è cambiato e il federalismo è divenuto una reale opportunità per la Sanità”. Sono chiare le parole del presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, nel commentare il tema del convegno promosso dalla stessa associazione confindustriale “Federalimo in sanità: legalità ed efficienza”, tenutosi oggi a Roma presso Palazzo Marini.
Opportunità federale - Un'opportunità, secondo Dompé, che supera di gran lunga il rischio di balcanizzazione che il moltiplicarsi dei modelli sanitari a livello regionale potrebbe generare. “È vero il contrario – sottolinea il presidente degli industriali del farmaco – dal momento che stiamo parlando di uno dei migliori sistemi sanitari europei nel rapporto qualità/prezzo/prestazione. Certo ci sono delle situazioni in cui esiste effettivamente un'offerta sanitaria deficitaria”. Da un lato, infatti, ci sono i costi, che vanno dai 1850 euro l'anno per cittadino del sistema sanitario lombardo agli oltre 3000 euro l'anno di alcune regioni del Sud. Dall'altro, c'è la qualità dei servizi offerti: non sempre un volume di spesa maggiore garantisce un miglioramento delle prestazioni.
Responsabilità e costi - La chiave “è – prosegue Dompé – la responsabilizzazione degli enti regionali e locali, unita a una corretta gestione delle risorse disponibili. Bisogna correlare la spesa e la responsabilità di chi la effettua. Perché non accada più che cinque Regioni con il 38% della popolazione accumulino il 90% dei disavanzi sanitari, come è accaduto tra il 2006 e il 2010”. Da una gestione più oculata si potrebbero ricavare delle risorse rilevanti: è possibile ipotizzare da un minimo di 4 a un massimo di 5,5 miliardi di euro uniformando i costi della sanita' “non ai migliori – ricorda Dompé - ma alla media delle regioni che spendono con maggior appropriatezza. Le quali sono spesso a volentieri anche quelle che offrono i migliori servizi”.
Esigenza democratica - “Le regioni – sottolinea il presidente di Farmindustria – devono compiere uno sforzo verso una maggiore coesione di intenti. Non va dimenticato che la sanità è uno dei pilastri della democrazia”. Dalla qualità di un servizio sanitario è quindi, in qualche modo, un indice per misurare i progressi del processo di democratizzazione del paese.
Efficienza – Per migliorare l'efficienza e, soprattutto, limitare le disfunzioni dei sistemi regionali bisognerebbe, conclude Dompé “legare un costo standard a un servizio standard, in modo da poter vedere tanto le carenze quanto le eccellenze, razionalizzando a livello gestionale le prime e generalizzando le seconde
Articolo dal SOLE 24ORE

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Vorrei qualcuno che mi spieghi sto federalismo, forse qualcosa ci ho capito,ma vorrei delle delucidazioni.
Chi ci perde sarà il sud-
Insomma non si può sgretolare un sistema in un certo modo.
Questo secondo me non è il modo giusto.

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